Racconto di una serata indimenticabile

Racconto di una serata indimenticabile

pesce serra
pesce serra

pesce serra
Era una classica giornata di agosto, mi affaccio fuori dalla finestra e non c’è vento allora dico vado a vedere il mare…… ops mare calmo via verso il negozio di pesca. Fatto il rifornimento di coreani e americani corro a casa, mi aspetta un compito molto piu difficile preparare i filetti per il pesce serra. Apro il congelatore e tiro fuori un paio di cefali pescati chissa quando ma in questo momento molto utili, dato che in pescheria non c’era neanche l’ombra dei muggini.

Pronti tiro fuori le montature con il cavetto d’acciaio e comincio a fissare gli ami su un pezzo di popup, poi giu con il filetto e un bel po di giri di filo elastico, l’innesco è pronto. Preparata tutta l’altra minutaglia butto tutto in macchina ops…. la luce, corro a prendere la mia lampadina frontale e scendo a mare. Arrivato li, non sapevo se gioire per il mare perfetto o il contrario perche faccio fatica a trovare un pezzo di spiaggia non occupato da altri pescatori, cmq cerco di allontanarmi un po da loro e via in un attimo le canne sono in acqua cosi distribuite: le due in mezzo per le mormore e le due esterne per i serra.
Dopo un’oretta do uno sguardo ai cimini dei miei vicini niente pace e solo pace ma azz…. un attimo…..sento un campanello ma è la mia canna penso tra me e me, mi giro e la trovo piegata che come ha retto non lo so.

Comincia il combattimento dalla forza mi rendo subito conto che si tratta di un bel pesce, intanto la frizione grida ed il serra astuto come una volpe comincia a zigzagare acchiappando la lenza di un’ altra canna ma fa niente, il mio unico scopo ora e tirarlo fuori anche perche si tratta del primo della stagione non posso fallire. Apro l’arco dell’altra canna e continuo il mio combattimento è fatta il serra e sfiancato lo tiro fuori….. quanto è grande mi chiedo…. la mia lampadina illumina piano piano la sagoma ….ooooo questo sarà almeno 5 kili, non mi sbagliavo il suo peso era di 5 kili e 1/2.

Volete sapere la parte piu bella di questa storia? ok. FIne nottata è ormai mattina ci prepariamo tutti a smontare e ci incontriamo tutti i pescatori vicino alle macchine la domanda nasce da sola: ” che hai preso?”, le risposte sono un pianto generale è stato un cappotto di gruppo a quel punto spunto io con il classico secchio della vernice e la coda del mio serra che sporge. Beh questa è la parte piu bella della storia.

Published at Sat, 21 Nov 2009 16:46:00 +0000

Pesce Serra: alimentazione e abitudini

Pesce Serra: alimentazione e abitudini

Pesce serra
Il Pesce Serra è una specie proveniente dalle acque tropicali e rappresenta un ottima preda per i pescatori più esigenti. In Italia il Pesce serra di avvicina alla costa nei mesi estivi per essere precisi da primavera inoltrata fino all’autunno, non a caso sono i mesi che io preferisco essendo un patito della pesca al serra.

I serra cacciano in branco ma non si muovono mischiati, infatti i piccoli si muovono in grandi branchi mentre quelli dalle dimensioni superiori cacciano in branchi più piccoli, spesso una ventina di esemplari. Che dire il pesce serra genera in noi pescatori sensazioni ed emozioni che nessun pesce riesce a scatenare, vedere l’attacco in branco dei pesci serra è una scena che ha dell’incredibile, lasciano pezzi di pesci mutilati e macchie di olio dietro di loro, sono davvero l’incupo dei pesci dei nostri mari.

Mangiano qualsiasi pesce che si muova, anche se preferiscono i cefali e le aguglie ma non è difficile prenderli anche con altre specie. Il pesce serra si pesca sia di giorno che di notte ma in modo diverso e con tecniche diverse, infatti mentre di notte sono insidiabili con esca morta di giorno è preferibile usare l’esca viva ma di questo parleremo nei prossimi articoli.

Avete mai visto un pesce serra in azione? Commentate con le vostre esperienze.

Published at Tue, 26 Jan 2010 18:51:00 +0000

Come pescare i black bass a jig

Con l’arrivo della primavera ormai già iniziata da un pezzo, le giornate che hanno iniziato ad allungarsi e il freddo che è ormai un ricordo, la temperatura dell’acqua si è portata su livelli più miti e anche i Black Bass cominciano, seppur lentamente, ad attivarsi ed insieme a loro anche la nostra voglia di andare a stanarli.

In questo periodo  dell’anno mi focalizzo quasi solo alla ricerca di esemplari di taglia, il tanto agoniato Big Bass!

Principalmente mi concentro sul utilizzo dei jig, la canna che mi accompagna è una potente 7 piedi da 1oz e mezza di potenza con azione fast, accompagnata da un robusto mulinello low profile con recupero intermedio, imbobinato con fluorocarbon dalle 16 alle 18 lb di carico, libraggio che andremo a scegliere in base  alla trasparenza dello specchio d’acqua e dalla presenza di ostacoli e cover più o meno fitte.

Dario con un bellissimo bass pescando a jig

Il jig: l’esca principe del  bass fishing

Vediamo nello specifico quest’esca e il suo utilizzo: il jig non è altro che la “rielaborazione dell’amo piombato”, più noto come jighead, da questa armatura munita di zavorra in piombo derivano tutti gli attuali jig, da quelli per la pesca in mare a quelli per la pesca ai predatori in acqua dolce.

I jig che andremo a utilizzare per la pesca al black bass è così composto: amo di tipo a occhiello di misura variabile dall’1/0 al 5/0, molto robusto, munito di peso in piombo o tungsteno, filamenti sintetici in gomma o silicone (skirt) e guardia ( filamenti di nylon semirigido che partono dalla testa dell’amo e arrivano oltre la sua punta).

Di per se il jig preso da solo non rappresenta nulla di presente in natura e non eserciterebbe alcuna attrazione nei confronti dei predatori, ma se inneschiamo un esca siliconica (trailer) il discorso cambia…

I Jig vengono prodotti in diverse misure, i più utilizzati sono il classico 1/4 di oncia ( 7 grammi) il 3/8 (12 grammi) che personalmente ritengo il più all round e il 5/8 (19 grammi), ma possiamo arrivare fino a 3/4 o addirittura 1 oz (28 gr) di peso quando vogliamo pescare in zone molto intricate e sporche.

La colorchart è vastissima e starà a noi in base allo spot e alla nostra esperienza abbinare misura giusta, colore e trailer più idonei.

I miei preferiti sono in linea di massima i jig da 3/8 e 5/8, le colorazioni che uso di più sono: watermelon red e watermelon green in acque limpide, black blue e black red in acque più torbide.

L’azione di pesca con il jig

Veniamo all’azione di pesca, una volta effettuato il lancio cercando pose il più soft possibili, spetta a noi animare queste esche per renderle “vive”, e per farlo andremo a scegliere il tipo di jig più adatto alle diverse situazioni:

Lo swimming jig

Nei recuperi lineari (utilizzando jig appositi chiamati swimming jig) viaggiano dritti e anche con l’aggiunta di trailer dotati di movimento autonomo  (shad e grub) l’azione di nuoto non è paragonabile a quella di minnow o ondulanti, quindi spetta a noi impartire al jig l’azione di nuoto ottimale per indurre il bass all’attacco.

Con gli swimming jig andremo ad avere una presentazione molto simile a quella che potremmo avere con una chatterbait o uno spinnerbait, con la differenza che in questo caso la nostra presentazione sarà molto meno invasiva e “rumorosa” non avendo palette che producano vibrazioni e flash in acqua.

Lo swimming jig è un normalissimo jig dove il disegno della testa solitamente è più sottile e spesso ricorda le forme della testa di un piccolo pesce.

Lo skirt solitamente è molto corto, per permettere al trailer di muoversi liberamente ed esprimere tutta la sua “capacità attrattiva”. Anche i guard spesso non sono molto curati, in quanto lo swimming jig è un’esca che solitamente utilizzeremo in acque aperte.

Solitamente andremo ad abbinare il nostro swimming jig a dei trailer tipo shad o grub che esprimono al massimo il loro potenziale durante il nuoto.

Il football jig

Esclusi i rari casi di piena attività, dove il bass è nel pieno della sua facoltà predatoria, generalmente dovuta a pressione atmosferica ottimale e mancanza di altri predatori nei dintorni, più spesso, soprattutto se parliamo di grossi esemplari lo troviamo in una situazione neutrale, quindi per nulla o poco interessato a cacciare, questo per evitare dispendio di energie.

In questi casi sarà facile trovare il black bass disposto solamente ad “aspirare se il boccone” a portata delle sue fauci, per questo motivo il jig giusto è il football jig, con cui andremo a sondare il fondale centimetro per centimetro lasciando lavorare l’esca in caduta e variando il recupero alternando saltelli e pause più o meno lunghe in base al grado di attività e anche a strusciate sul fondo.

Il Football jig è un jig con una forma della testa molto particolare, che ricorda appunto la forma ovale di una palla da football. Lo scopo di questa testa è quello di tenerci il più possibile a contatto con il fondo.

L’ideale è quindi  abbinarlo ad un trailer che possa risultare catturante anche con presentazioni molto lente, se non addirittura ferme. La prima scelta che ci può venire in mente è sicuramente il gambero, soprattutto quelli muniti di chele “galleggianti” che, abbinate al peso della testa del nostro jig, daranno alla nostra presentazione le sembianze di un gambero in posizione di difesa.

Altri trailer molto adatto sono le shad, in questo andremo a simulare un piccolo pesce che sta sgrufolando sul fondale.

Il cover jig

Ma il jig non è solo un’esca da “acque aperte”, infatti non dobbiamo aver paura di pescare dentro erbai, canneti, piante sommerse e ostacoli, tutti luoghi che ci farebbero pensare che “sarebbe da pazzi lanciare li”, ma è proprio in quei spot che ci attende il tanto desiderato big bass.

In questi casi la scelta ideale è quella di optare per un “cover jig” cioè un jig adatto a penetrare le cover, anche le più intricate.

cover jig

Esistono ovviamente diversi tipi di jig “da cover”, solitamente hanno tutti una forma della testa più o meno conica che agevola la penetrazione nella cover. Quello che contraddistingue un buon cover jig è sicuramente la forma globale, che deve essere molto compatta per penetrare il meglio possibile.

Anche il guard solitamente deve essere molto robusto, in modo da scongiurare il più possibile fastidiosi incagli dell’esca

Bass fishing e jig, consigli utili

Con pazienza e perseveranza i risultati arriveranno, e molto probabilmente gli esemplari catturarti saranno interessanti,il jig è uno dei pochi artificiali che tende a selezionare la taglia.

L’abboccata è in linea di massima decisa, spesso vedremo solamente il filo partire senza sentire nulla in canna, quindi occhio alla lenza, soprattutto nelle mangiate in caduta dovremmo essere bravi a capire momento giusto per ferrare.

Le mangiate più subdole sono sempre dietro l’angolo, rimaniamo concentrati dal primo all’ultimo secondo, l’attacco può avvenire in qualunque momento ed è facile farsi cogliere di sorpresa, nessun altro artificiale è in grado di funzionare in ambienti così stretti (esclusa la tecnica del texas rig) a jig avremo la possibilità di pescare in spot all’apparenza inespugnabili.

I trailer da abbinare ai nostri jig

Vediamo i trailer: un’infinità fra gamberi, creature, vermi dritti e grubs, anche la cotenna di maiale (ottima soluzione invernale).

La cotenna conservata mantiene vivacità e sinuosità nel nuoto anche con basse temperature, possiamo dare sfogo alla nostra fantasia con numerose combinazioni di colore e tipologia, come ben sappiamo i grossi esemplari se pressati diventano astutissimi e perfetti conoscitori delle nostre esche, la memoria  in termini di vibrazioni (soprattutto) e colori ci rende la vita assai difficoltosa.

Perseveriamo e cambiamo approccio sperimentando nuove soluzioni senza spazientirci, offriamo al bass qualcosa di diverso, alternando colori e forme.

Andiamo a modificare a nostro piacimento la lunghezza dello skirt e le appendici del trailer, spesso la variabile curiosità induce un pesce all’attacco, scopriremo con piacere che una presentazione a prima vista poco adescante risulti in determinati posti infallibile, lavoriamo anche con la fantasia quindi, le ore in acqua e un po’ di fortuna faranno il resto.

La strategia per pescare il bass a jig

Qualche piccolo spunto: come prima strategia quando pesco a jig in un posto nuovo vado sempre a riprodurre il foraggio di quel determinato spot ( pesci-gamberi-vermi).

In primavera dopo il periodo di letargo il bass cerca immediata fonte proteica per prepararsi al successivo periodo di frega, ma è poco disposto ad inseguimenti decisi, dunque un jig di generose dimensione abbinato a un gambero da 3 o 4 pollici animato lentamente e con lunghe pause farà sicuramente la differenza.

Se non abbiamo riscontro cercando di far rispondere il bass per fame, possiamo stimolarlo diversamente iniziando a sperimentare nuove presentazioni e variando i  recuperi.

Dario con un bellissimo bass pescando a jig

Le mangiate subdole del bass

Capita spesso di sentire piccole tocche durante la nostra azione di pesca che ci inducono a pensare all’attacco di piccoli esemplari, non è detto, i bass più anziani conoscono bene l’efficacia delle chele usate dai gamberi per difendersi, e giustamente prima di ingerirli vogliono sincerarsi di averli resi innocui.

In questo caso le tocche non sono nient’altro che musate date dal bass per stordire e successivamente ingerire il boccone, rallentiamo il recupero e fermiamoci, se il filo partirà prepariamoci a una ferrata a tutta forza.

La ferrata

Utilizzando attrezzature con un’ottima riserva di potenza e fili con libraggi generosi, non dovremo essere indecisi sul discorso ferrata, anche a 2 mani se necessario.

Una ferrata decisa serve in primis per consentire un corretto hookset, cosa resa difficoltosa dalla presenza della guardia (che possiamo accorciare se lo riteniamo opportuno), la guardia ci permetterà si di avere un ottimo potere anti incaglio ma per contro la difficoltà nel bucare il pesce sarà maggiore rispetto alle tecniche con ami scoperti.

In secondo luogo per evitare che il bass si ingrovigli nelle strutture bisognerà letteralmente ferrare per estirpare il pesce per evitare di perderlo ma soprattutto lasciarlo con un fatidiossimo ricordo in bocca, dunque prepariamoci a non avere indugi in questa fase delicata di pesca, la ferrata dev’essere istintiva, fulminea e molto molto potente!!

 

Pescare in fiume

Pescare in fiume

I nostri fiumi sono abbandonati a se stessi, i pochi veri pescatori sportivi sono oggi in via di estinzione…
Come i pesci alloctoni venuti da chissà quale paese si sono impossessati delle acque, così i nuovi pescatori alloctoni reclamano possesso delle sponde….
Questo video è uno spot, fatto con l’intento di trasmettere, la dove è possibile, il messaggio, l’invito a tornare a vivere le sponde dei nostri fiumi non per dimostrare la nostra bravura ma per ascoltare le parole sussurrate dai nostri portatori di vita….. I FIUMI!
Divulgate se è possibile questo video…. il messaggio al suo interno è importante per ognuno di noi.
PS: I pesci rappresentati in video vogliono ricordare le specie e le taglie normali di qualche anno fà (compreso le bisce tassellate), oggi purtroppo molte specie sono scomparse ed altre stanno scomparendo…. questo è un grido di dolore che solo in pochi comprendono…
Grazie per la Vs. collaborazione e buona visione…

PESCA a SPINNING sul FIUME SARCA

PESCA a SPINNING sul FIUME SARCA

PESCA A SPINNING messa in pratica sul basso Sarca, fiume che si distende appena sopra al Lago di Garda. Andrea Ferro, Hermann Arno, e Luciano Innocenti pescano trote nelle pulite acque del Sarca. MULINELLO USATO Viral: http://www.pescafishingshop.com/it/home/200-mulinello-da-pesca-viral-ryobi-tubertini.html
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