Approccio all’acqua, come avvicinarsi alla zona di pesca, il segreto per la cattura della trota in torrente.

    By informazionelibera / 30 novembre 2017

    Approccio all’acqua, come avvicinarsi alla zona di pesca, il segreto per la cattura della trota in torrente.

    Approccio all’acqua, come avvicinarsi alla zona di pesca, il segreto per la cattura della trota in torrente.

    Vota questo contenuto

    Ho scritto un titolone perchè l’argomento è davvero importante:

    Approccio all’acqua, come avvicinarsi alla zona di pesca, il segreto per la cattura della trota in torrente.

    Vediamo un po cosa vuol dire. Tutti dicono che pescare le trote è facile, si può essere vero ma non in tutti gli ambienti. Ci sono ambienti in cui le trote sono furbe e diffidenti, quelli in cui ci sono le così dette “selvatiche” trote che non appena sentono un rumore o vedono le ombre in acqua scappano… Lo avete mai visto un posto così? Forse si, un qualsiasi trato di fiume o terrente di montagna o fondovalle che non è di quelli ripopolati con la così detta pronta pesca.
    Forse sono stato fortunato o forse me la sono solo cercata, ma la mia prima esperienza con pesci selvatici risale ad una vita fa, quando in Trentino mi imbattevo in un “personaggio” (che ho subito ammirato e rispettato) che mi ha portato a pescare le trote nei suoi posti.
    Infatti da li nasceva l’idea PescaOk, la pesca in mezzo alla natura… chissa chi se la ricorda questa foto qui…

    Era la foto che inserii nella testa del sito, trote prese in un posto fantastico dove ho imparato tantissimo. Però ci sono anche posti meno “imboscati” tipo un torrente di fondo valle, che è il posto che voglio descrivervi…

    Torniamo al discorso principale e scusate per la divagazione:

    Regola n°1: Le trote non sono tutte fessacchiotte, ci sono anche quelle furbe.

    Regola n°2: Non devi vedere le trote da vicino, ti basterà prenderle all’amo per avvicinarle a te, nel senso che in un fiume o torrente, non ha molto senso arrivare sula sponda e farsi vedere, no?

    Regola n°3: Non andare fischiettando o parlando al cellulare quando vai a pescare, stai zitto, cammina senza far rumore e guarda con attenzione cosa succede sul pelo dell’acqua. E’ importante arrivare vicino al posto del tuo lancio senza farti sentire dai pesci.

    Regola n°4: Prima di lanciare, pensa a dove potrebbe stare il tuo pesce, impara a leggere l’acqua del torrente o del fiume…

    Regola n°5: Non lanciare bombe in acqua, le trote furbe non sono sempre attratte dal rumore del tuo artificale in acqua, a volte lo prendono al volo (appena tocca acqua) ma a volte impaurite scappano, quindi inizia a tirare pezzi piccoli e vedi cosa succede.

    Regola n°6: Di solito si dice di salire il torrente pescando, ma anche qui… prova anche a scenderlo per alcuni tratti, ma lancia sempre verso monte… le trote di solito aspettano che il nutrimento gli arrivi con la stessa direzione in cui scende l’acqua (poi però ti dirò qualcosa in più)

    Regola n°7: Se la prendi non esultare, non gridare, aspetta di prenderne 2 o 3 prima di perdere la concentrazione!

    Regola n°8: Molto probabilmente non ne pescherai molte, se sono quelle furbe, ne basterà anche una per farti vedere quanto la bellezza di una trota selvaggia ti ripaga la giornata.

    Ciao ed a presto.

    Alessio

    Grazie Walter!

    Published at Thu, 02 Nov 2017 18:49:41 +0000

    Con risposte: Laghi terre rosse

    By informazionelibera / 29 novembre 2017

    Con risposte: Laghi terre rosse

    [IMG][/IMG]</a>

    A Masserano (12 Km circa da Biella) esisteva il principato una volta di origini eclesiastiche che essendo avvolto nelle proprietà dei Savoia poteva anche emettere moneta.  L’area associativa dei Laghi Terre Rosse è composto da circa 120.000 metri di parco con numero 6 laghetti che originariamente furono scavati circa 40 anni fa dal Signor Bruno Tarello padrone fondatore delle Fornaci di Masserano, l’area negli ultimi 15 anni è stata in disuso Ma grazie a una intuizione si è deciso sempre ad opera della famiglia Tarello di utilizzare questi laghetti per la pesca sportiva. Quindi Dopo una serie di lavori per l’adeguamento delle sponde e la pulizia dell’area verde, dopo aver analizzato le acque come un biologo il quale annualmente ne certifica l’adeguatezza per il pesce ad uso alimentare così come previsto dalle normative vigenti si è deciso di partire in questa avventura affiliandosi ad Assolaghi. Sì e scelto così di adibire un lago a carpodromo uno alla pesca no Kill con il belly Boat ed altri due alla pesca no Kill con amo senza ardiglione per la pesca al Black Bass e ed al luccio,

    [IMG][/IMG]</a>

    [IMG][/IMG]</a>

    Tuttavia Come da tradizione nel nord Italia si è deciso di adibire due laghi per la pesca alla trota ed in particolare un laghetto di dimensioni ridotte per la pesca alla trota piccola dai 200 grammi ai 800 grammi dove tutti i giovedì vi è la giornata per i pensionati con immissione diretta del pesce ed un’ora omaggio per i soci pensionati. lago per la pesca delle trote giganti che vanno dal chilo hai 10 kg di peso.

    [IMG][/IMG]</a>

    Chiaramente la pesca viene effettuata nel periodo freddo indicativamente da settembre a maggio. Da maggio a settembre invece il lago delle Trote piccole viene convertito per la pesca estiva con immissione di stripper Bass storioni pescegatti americani ed africani tutti i venerdì si pesca in notturna. A disposizione dei soci di un area picnic unitamente a tavoli e barbecue un campo da bocce ed è in programma per l’anno 2018 la costruzione di una piscina per i soli soci tesserati. L’intera struttura sorge nel parco naturale della Baraggia Biellese all’interno del parco vi è la possibilità di usufruire di un bed and breakfast gestito dalla signora Paola Tarello chiamato tenuta Adriana è presente sui principali motori di ricerca del settore.

     [IMG][/IMG]</a>

    http://www.tenutaadriana.it/

    [IMG][/IMG]</a>

    http://www.laghiterrerosse.it/

    il che è una ottima cosa unendo la possibilità di pesca a passeggiate e raccolta funghi (in stagione adatta) nella baraggia, la possibilita di visitare la basilica di Oropa e il ricetto di Candelo (borgo rimasto allo stato mediovale) e di recarsi a casa Francoli che è spaccio della nota grappa dove poter acquistare decine e decine di varietà di grappe e di rinomatissimi vini a livello mondiale sempre provenienti da paesi posti sulle rive del fiume Sesia come Gattinara, Ghemme, Fara, Sizzano. Tale spaccio è a 100 metri della uscita autostradale della Voltri-Sempione di Ghemme dove dovete passare per forza se arrivate da Milano e cmq il nord est italia.[/IMG]”>

    [IMG][/IMG]</a>

    Published at Thu, 26 Oct 2017 14:20:37 +0000

    Bass Fishing alla vasca di Cigognola

    By informazionelibera / 29 novembre 2017

    Bass Fishing alla vasca di Cigognola

    Diverse volte nella scorsa stagione di pesca al bass, ho avuto il piacere di visitare “la vasca di Cigognola” una reservoir dedicata principalmente alla pesca a feeder e bolognese alla caccia di carpe, tinche, pesci gatti e storioni, presenti in larga misura anche i gardon, fonte di nutrimento principale per i numerosi black bass selvatici che popolano il laghetto, anche di taglia importante, che negli ultimi anni come ben sappiamo hanno sviluppato un elevata astuzia e diffidenza verso le numerose insidie presenti nelle nostre tackle box.

    Il lago si presenta con una superficie abbastanza regolare, con un diametro di circa 150 metri, nel 70% del perimetro a circa 3 metri da riva è presente un netto drop off, una sponda con un bel canneto, un angolo di ninfee e 5 fascine completano il quadro dello specchio d’acqua, il pesce è ben distribuito anche sul fondale di 4/5 metri dove sono andato spesso a ricercarlo, specialmente nella stagione estiva.

    Dario con un bel Bass della Vasca di Cigognola

    Come pescare i black bass alla vasca di Cigognola

    Vista la grande quantita di pesce foraggio presente mi sono perlopiu’ concentrato su tecniche di reazione: in primis spinnerbait, jerkbait suspending e soft shad, e ovviamente anche con tecniche di presentazione soprattutto dentro il canneto e appena dietro lo scalino dove spesso stazionano gli esemplari piu’ interessanti.

    Molto divertente è anche la ricerca degli strike sotto i vari pontili dedicati ai carpisti, spesso e volentieri una precisa skippata nella zona d’ombra o uno stop e go di propeller  mi hanno regalato attacchi al cardiopalma.

    Infine è anche presente una zona di sassaia dove possiamo far percorrere il nostro deep crank , se insisteremo , dopo gli stop le mangiate non tarderanno ad arrivare.

    Nelle prime ore della giornata e al tramonto le cacciate a galla si fanno sempre piu’ intense, si assiste a vere e proprie fughe di pesce foraggio inseguiti da bass in piena attivita’, dunque un approccio top water con propeller , wtd e anche rane con tonalità naturali aiuteranno a finalizzare numerosi attacchi.

    Dario con un bel Bass della Vasca di Cigognola

    Quale attrezzatura usare alla vasca di cigognola per pescare il black bass

    Come attrezzatura ho utilizzato principalmente 3 canne: una ¾ di potenza da 6.3” di lunghezza con azione mod fast per animare wtd, jerkettini e crank di piccole dimensioni, una canna da 1 0z di potenza per 7 “ con azione fast per texas/jig e spinnerbait fino a mezza oncia, accompagnati entrambi da mulinelli con recupero intermedio 7.4 :1.

    Per la pesca top water con rane e per pitchare nel canneto invece ho optato per una canna da 3 oz da estirpo puro, non dimentichiamo che nelle ore piu calde e afose la pesca all’interno delle strutture e nel canneto è la piu’ indicata, qui troveremo i black bassal riparo dal sole cocente, e se una presentazione di gambero o creatura sarà posata sapientemente all’interno della struttura  la mangiata tanto attesa non tardera’ ad arrivare.

    Dunque un laghetto che permette l’utilizzo di numerose tecniche in tutto l’arco della giornata, immerso in un contesto da favola ai piedi delle colline dell’oltrepo’ pavese, dove possiamo gustarci nella nostra pausa un panino con dell’ottimo salame locale e un buon bicchiere di vino rosso della zona.

    Un bellissimo Bass della Vasca di Cigognola

    A chi consiglio la vasca di Cigognola

    Consiglio questo laghetto sia a neofiti  che a pescatori più esperti, con impegno e perseveranza gli esemplari più belli arriveranno, statene pur certi, ricordo con molto piacere i numerosi bass over kg presi a propeller nel post frega, un bel pesce sul kg e 8 che si è fatto ingannare da un long jerk appena prima del temporale, e un over due catturato a spinner a metà luglio da un mio compagno di pesca, pesci sani e pieni di forza, salti e ripartenze fulminee sono garantite!

    Published at Tue, 28 Mar 2017 07:00:30 +0000

    Racconto di una serata indimenticabile

    By informazionelibera / 18 novembre 2017

    Racconto di una serata indimenticabile

    pesce serra
    pesce serra

    pesce serra
    Era una classica giornata di agosto, mi affaccio fuori dalla finestra e non c’è vento allora dico vado a vedere il mare…… ops mare calmo via verso il negozio di pesca. Fatto il rifornimento di coreani e americani corro a casa, mi aspetta un compito molto piu difficile preparare i filetti per il pesce serra. Apro il congelatore e tiro fuori un paio di cefali pescati chissa quando ma in questo momento molto utili, dato che in pescheria non c’era neanche l’ombra dei muggini.

    Pronti tiro fuori le montature con il cavetto d’acciaio e comincio a fissare gli ami su un pezzo di popup, poi giu con il filetto e un bel po di giri di filo elastico, l’innesco è pronto. Preparata tutta l’altra minutaglia butto tutto in macchina ops…. la luce, corro a prendere la mia lampadina frontale e scendo a mare. Arrivato li, non sapevo se gioire per il mare perfetto o il contrario perche faccio fatica a trovare un pezzo di spiaggia non occupato da altri pescatori, cmq cerco di allontanarmi un po da loro e via in un attimo le canne sono in acqua cosi distribuite: le due in mezzo per le mormore e le due esterne per i serra.
    Dopo un’oretta do uno sguardo ai cimini dei miei vicini niente pace e solo pace ma azz…. un attimo…..sento un campanello ma è la mia canna penso tra me e me, mi giro e la trovo piegata che come ha retto non lo so.

    Comincia il combattimento dalla forza mi rendo subito conto che si tratta di un bel pesce, intanto la frizione grida ed il serra astuto come una volpe comincia a zigzagare acchiappando la lenza di un’ altra canna ma fa niente, il mio unico scopo ora e tirarlo fuori anche perche si tratta del primo della stagione non posso fallire. Apro l’arco dell’altra canna e continuo il mio combattimento è fatta il serra e sfiancato lo tiro fuori….. quanto è grande mi chiedo…. la mia lampadina illumina piano piano la sagoma ….ooooo questo sarà almeno 5 kili, non mi sbagliavo il suo peso era di 5 kili e 1/2.

    Volete sapere la parte piu bella di questa storia? ok. FIne nottata è ormai mattina ci prepariamo tutti a smontare e ci incontriamo tutti i pescatori vicino alle macchine la domanda nasce da sola: ” che hai preso?”, le risposte sono un pianto generale è stato un cappotto di gruppo a quel punto spunto io con il classico secchio della vernice e la coda del mio serra che sporge. Beh questa è la parte piu bella della storia.

    Published at Sat, 21 Nov 2009 16:46:00 +0000

    Pesce Serra: alimentazione e abitudini

    By informazionelibera / 18 novembre 2017

    Pesce Serra: alimentazione e abitudini

    Pesce serra
    Il Pesce Serra è una specie proveniente dalle acque tropicali e rappresenta un ottima preda per i pescatori più esigenti. In Italia il Pesce serra di avvicina alla costa nei mesi estivi per essere precisi da primavera inoltrata fino all’autunno, non a caso sono i mesi che io preferisco essendo un patito della pesca al serra.

    I serra cacciano in branco ma non si muovono mischiati, infatti i piccoli si muovono in grandi branchi mentre quelli dalle dimensioni superiori cacciano in branchi più piccoli, spesso una ventina di esemplari. Che dire il pesce serra genera in noi pescatori sensazioni ed emozioni che nessun pesce riesce a scatenare, vedere l’attacco in branco dei pesci serra è una scena che ha dell’incredibile, lasciano pezzi di pesci mutilati e macchie di olio dietro di loro, sono davvero l’incupo dei pesci dei nostri mari.

    Mangiano qualsiasi pesce che si muova, anche se preferiscono i cefali e le aguglie ma non è difficile prenderli anche con altre specie. Il pesce serra si pesca sia di giorno che di notte ma in modo diverso e con tecniche diverse, infatti mentre di notte sono insidiabili con esca morta di giorno è preferibile usare l’esca viva ma di questo parleremo nei prossimi articoli.

    Avete mai visto un pesce serra in azione? Commentate con le vostre esperienze.

    Published at Tue, 26 Jan 2010 18:51:00 +0000

    Come pescare i black bass a jig

    By informazionelibera / 18 novembre 2017

    Con l’arrivo della primavera ormai già iniziata da un pezzo, le giornate che hanno iniziato ad allungarsi e il freddo che è ormai un ricordo, la temperatura dell’acqua si è portata su livelli più miti e anche i Black Bass cominciano, seppur lentamente, ad attivarsi ed insieme a loro anche la nostra voglia di andare a stanarli.

    In questo periodo  dell’anno mi focalizzo quasi solo alla ricerca di esemplari di taglia, il tanto agoniato Big Bass!

    Principalmente mi concentro sul utilizzo dei jig, la canna che mi accompagna è una potente 7 piedi da 1oz e mezza di potenza con azione fast, accompagnata da un robusto mulinello low profile con recupero intermedio, imbobinato con fluorocarbon dalle 16 alle 18 lb di carico, libraggio che andremo a scegliere in base  alla trasparenza dello specchio d’acqua e dalla presenza di ostacoli e cover più o meno fitte.

    Dario con un bellissimo bass pescando a jig

    Il jig: l’esca principe del  bass fishing

    Vediamo nello specifico quest’esca e il suo utilizzo: il jig non è altro che la “rielaborazione dell’amo piombato”, più noto come jighead, da questa armatura munita di zavorra in piombo derivano tutti gli attuali jig, da quelli per la pesca in mare a quelli per la pesca ai predatori in acqua dolce.

    I jig che andremo a utilizzare per la pesca al black bass è così composto: amo di tipo a occhiello di misura variabile dall’1/0 al 5/0, molto robusto, munito di peso in piombo o tungsteno, filamenti sintetici in gomma o silicone (skirt) e guardia ( filamenti di nylon semirigido che partono dalla testa dell’amo e arrivano oltre la sua punta).

    Di per se il jig preso da solo non rappresenta nulla di presente in natura e non eserciterebbe alcuna attrazione nei confronti dei predatori, ma se inneschiamo un esca siliconica (trailer) il discorso cambia…

    I Jig vengono prodotti in diverse misure, i più utilizzati sono il classico 1/4 di oncia ( 7 grammi) il 3/8 (12 grammi) che personalmente ritengo il più all round e il 5/8 (19 grammi), ma possiamo arrivare fino a 3/4 o addirittura 1 oz (28 gr) di peso quando vogliamo pescare in zone molto intricate e sporche.

    La colorchart è vastissima e starà a noi in base allo spot e alla nostra esperienza abbinare misura giusta, colore e trailer più idonei.

    I miei preferiti sono in linea di massima i jig da 3/8 e 5/8, le colorazioni che uso di più sono: watermelon red e watermelon green in acque limpide, black blue e black red in acque più torbide.

    L’azione di pesca con il jig

    Veniamo all’azione di pesca, una volta effettuato il lancio cercando pose il più soft possibili, spetta a noi animare queste esche per renderle “vive”, e per farlo andremo a scegliere il tipo di jig più adatto alle diverse situazioni:

    Lo swimming jig

    Nei recuperi lineari (utilizzando jig appositi chiamati swimming jig) viaggiano dritti e anche con l’aggiunta di trailer dotati di movimento autonomo  (shad e grub) l’azione di nuoto non è paragonabile a quella di minnow o ondulanti, quindi spetta a noi impartire al jig l’azione di nuoto ottimale per indurre il bass all’attacco.

    Con gli swimming jig andremo ad avere una presentazione molto simile a quella che potremmo avere con una chatterbait o uno spinnerbait, con la differenza che in questo caso la nostra presentazione sarà molto meno invasiva e “rumorosa” non avendo palette che producano vibrazioni e flash in acqua.

    Lo swimming jig è un normalissimo jig dove il disegno della testa solitamente è più sottile e spesso ricorda le forme della testa di un piccolo pesce.

    Lo skirt solitamente è molto corto, per permettere al trailer di muoversi liberamente ed esprimere tutta la sua “capacità attrattiva”. Anche i guard spesso non sono molto curati, in quanto lo swimming jig è un’esca che solitamente utilizzeremo in acque aperte.

    Solitamente andremo ad abbinare il nostro swimming jig a dei trailer tipo shad o grub che esprimono al massimo il loro potenziale durante il nuoto.

    Il football jig

    Esclusi i rari casi di piena attività, dove il bass è nel pieno della sua facoltà predatoria, generalmente dovuta a pressione atmosferica ottimale e mancanza di altri predatori nei dintorni, più spesso, soprattutto se parliamo di grossi esemplari lo troviamo in una situazione neutrale, quindi per nulla o poco interessato a cacciare, questo per evitare dispendio di energie.

    In questi casi sarà facile trovare il black bass disposto solamente ad “aspirare se il boccone” a portata delle sue fauci, per questo motivo il jig giusto è il football jig, con cui andremo a sondare il fondale centimetro per centimetro lasciando lavorare l’esca in caduta e variando il recupero alternando saltelli e pause più o meno lunghe in base al grado di attività e anche a strusciate sul fondo.

    Il Football jig è un jig con una forma della testa molto particolare, che ricorda appunto la forma ovale di una palla da football. Lo scopo di questa testa è quello di tenerci il più possibile a contatto con il fondo.

    L’ideale è quindi  abbinarlo ad un trailer che possa risultare catturante anche con presentazioni molto lente, se non addirittura ferme. La prima scelta che ci può venire in mente è sicuramente il gambero, soprattutto quelli muniti di chele “galleggianti” che, abbinate al peso della testa del nostro jig, daranno alla nostra presentazione le sembianze di un gambero in posizione di difesa.

    Altri trailer molto adatto sono le shad, in questo andremo a simulare un piccolo pesce che sta sgrufolando sul fondale.

    Il cover jig

    Ma il jig non è solo un’esca da “acque aperte”, infatti non dobbiamo aver paura di pescare dentro erbai, canneti, piante sommerse e ostacoli, tutti luoghi che ci farebbero pensare che “sarebbe da pazzi lanciare li”, ma è proprio in quei spot che ci attende il tanto desiderato big bass.

    In questi casi la scelta ideale è quella di optare per un “cover jig” cioè un jig adatto a penetrare le cover, anche le più intricate.

    cover jig

    Esistono ovviamente diversi tipi di jig “da cover”, solitamente hanno tutti una forma della testa più o meno conica che agevola la penetrazione nella cover. Quello che contraddistingue un buon cover jig è sicuramente la forma globale, che deve essere molto compatta per penetrare il meglio possibile.

    Anche il guard solitamente deve essere molto robusto, in modo da scongiurare il più possibile fastidiosi incagli dell’esca

    Bass fishing e jig, consigli utili

    Con pazienza e perseveranza i risultati arriveranno, e molto probabilmente gli esemplari catturarti saranno interessanti,il jig è uno dei pochi artificiali che tende a selezionare la taglia.

    L’abboccata è in linea di massima decisa, spesso vedremo solamente il filo partire senza sentire nulla in canna, quindi occhio alla lenza, soprattutto nelle mangiate in caduta dovremmo essere bravi a capire momento giusto per ferrare.

    Le mangiate più subdole sono sempre dietro l’angolo, rimaniamo concentrati dal primo all’ultimo secondo, l’attacco può avvenire in qualunque momento ed è facile farsi cogliere di sorpresa, nessun altro artificiale è in grado di funzionare in ambienti così stretti (esclusa la tecnica del texas rig) a jig avremo la possibilità di pescare in spot all’apparenza inespugnabili.

    I trailer da abbinare ai nostri jig

    Vediamo i trailer: un’infinità fra gamberi, creature, vermi dritti e grubs, anche la cotenna di maiale (ottima soluzione invernale).

    La cotenna conservata mantiene vivacità e sinuosità nel nuoto anche con basse temperature, possiamo dare sfogo alla nostra fantasia con numerose combinazioni di colore e tipologia, come ben sappiamo i grossi esemplari se pressati diventano astutissimi e perfetti conoscitori delle nostre esche, la memoria  in termini di vibrazioni (soprattutto) e colori ci rende la vita assai difficoltosa.

    Perseveriamo e cambiamo approccio sperimentando nuove soluzioni senza spazientirci, offriamo al bass qualcosa di diverso, alternando colori e forme.

    Andiamo a modificare a nostro piacimento la lunghezza dello skirt e le appendici del trailer, spesso la variabile curiosità induce un pesce all’attacco, scopriremo con piacere che una presentazione a prima vista poco adescante risulti in determinati posti infallibile, lavoriamo anche con la fantasia quindi, le ore in acqua e un po’ di fortuna faranno il resto.

    La strategia per pescare il bass a jig

    Qualche piccolo spunto: come prima strategia quando pesco a jig in un posto nuovo vado sempre a riprodurre il foraggio di quel determinato spot ( pesci-gamberi-vermi).

    In primavera dopo il periodo di letargo il bass cerca immediata fonte proteica per prepararsi al successivo periodo di frega, ma è poco disposto ad inseguimenti decisi, dunque un jig di generose dimensione abbinato a un gambero da 3 o 4 pollici animato lentamente e con lunghe pause farà sicuramente la differenza.

    Se non abbiamo riscontro cercando di far rispondere il bass per fame, possiamo stimolarlo diversamente iniziando a sperimentare nuove presentazioni e variando i  recuperi.

    Dario con un bellissimo bass pescando a jig

    Le mangiate subdole del bass

    Capita spesso di sentire piccole tocche durante la nostra azione di pesca che ci inducono a pensare all’attacco di piccoli esemplari, non è detto, i bass più anziani conoscono bene l’efficacia delle chele usate dai gamberi per difendersi, e giustamente prima di ingerirli vogliono sincerarsi di averli resi innocui.

    In questo caso le tocche non sono nient’altro che musate date dal bass per stordire e successivamente ingerire il boccone, rallentiamo il recupero e fermiamoci, se il filo partirà prepariamoci a una ferrata a tutta forza.

    La ferrata

    Utilizzando attrezzature con un’ottima riserva di potenza e fili con libraggi generosi, non dovremo essere indecisi sul discorso ferrata, anche a 2 mani se necessario.

    Una ferrata decisa serve in primis per consentire un corretto hookset, cosa resa difficoltosa dalla presenza della guardia (che possiamo accorciare se lo riteniamo opportuno), la guardia ci permetterà si di avere un ottimo potere anti incaglio ma per contro la difficoltà nel bucare il pesce sarà maggiore rispetto alle tecniche con ami scoperti.

    In secondo luogo per evitare che il bass si ingrovigli nelle strutture bisognerà letteralmente ferrare per estirpare il pesce per evitare di perderlo ma soprattutto lasciarlo con un fatidiossimo ricordo in bocca, dunque prepariamoci a non avere indugi in questa fase delicata di pesca, la ferrata dev’essere istintiva, fulminea e molto molto potente!!

     

    Page 1 of 2